Un invito al pensiero critico tra forzature mediatiche e narrativa dominante
“Cari lettori, mettetevi comodi e preparatevi a un’esilarante carrellata delle “verità granitiche” sulla pandemia propinate dal mainstream con la grazia di un elefante in una cristalleria[1]. Dal pangolino colpevole alla semplice influenza[2], dai lockdown taumaturgici ai vaccini miracolosi[3], fino alle capriole sull’origine del virus[4] e alle cure prima inutili poi risolutive[5], ne vedrete delle belle. Uno show comico involontario che farebbe impallidire il miglior Sordi[6], se non fosse per il retrogusto amaro di una (dis)informazione a senso unico allergica al dubbio[7]. Ma tranquilli, a pensare (e ridere) male si fa peccato ma spesso ci si azzecca[8].”

L’importanza di ridere pensando (e viceversa)
Dicevano gli antichi che il riso abbonda sulla bocca degli stolti. Ma di fronte alle cronache pandemiche degli ultimi quattro anni, c’è da chiedersi se per caso non fossero loro gli stolti a non ridere abbastanza. Di materiale comico, volente o nolente, il mainstream ne ha fornito in abbondanza: tra verità granitiche frantumate nel giro di qualche mese, esperti con la sfera di cristallo, allarmismo a ciclo continuo e sentenze inappellabili degne del Sant’Uffizio. Per non farsi travolgere dallo sconforto, riderne un po’ è terapeutico oltre che doveroso, perché se il riso non salverà il mondo, di sicuro ci aiuterà a navigare con più leggerezza tra le secche dell’infodemia[1].

Le certezze granitiche frantumate
Il pangolino e la semplice influenza
Vi ricordate quando, agli albori della pandemia, ci raccontavano la favoletta del simpatico pangolino che si era pappato un pipistrello infetto al banchetto del mercato di Wuhan, scatenando l’apocalisse?[2] Che ridere, col senno di poi, ripensare a quei virologi in tivù che pontificavano sulla “zoonosi naturale” senza possibilità di replica, liquidando come terrapiattisti da bar dello sport chiunque osasse ipotizzare magari una fuga dal laboratorio[3], e già che c’erano, ci rassicuravano pure che in fondo era “poco più di un’influenza“[4]. Come volevasi dimostrare, il pangolino è uscito assolto (per insufficienza di prove), i dubbi sull’origine artificiale del virus sono più forti che mai, e chissà quante “semplici influenze” accetterebbero di buon grado un lockdown globale[5].

Lockdown e mascherine: efficacissimi, forse, chissà …
Ma certo, i lockdown! Come abbiamo potuto dubitare anche solo per un attimo della loro efficacia risolutiva? Ce lo ripetevano in continuazione “gli esperti“, no? Più che chiudere tutto non si poteva, quindi per forza doveva servire[6], e le mascherine, poi: indispensabili anche per fare jogging in solitaria nel deserto, perché “non è un grande sacrificio” e “in Oriente le usano da sempre”[7]. Che poi diversi studi siano arrivati alla scomoda conclusione che lockdown e mascherine hanno inciso poco o nulla sui contagi[8], poco importa: l’importante era mostrarsi Responsabili seguendo la Scienza, quella delle conferenze stampa in diretta. Perché dubitare è da irresponsabili Covidioti[9], si sa.

I vaccini miracolosi (o quasi)
E che dire dei Santi Vaccini, i nostri Salvatori tanto attesi? Efficaci al 94%, anzi no al 70%, o forse al 50%, o magari giusto per qualche mese[10]. Dopo cotanta grancassa pubblicitaria, scoprire che non prevengono il contagio né la trasmissione[11] dev’essere stato un colpo al cuore per tanti ferventi giornalisti embedded. Chissà perché nessuno ripete più lo slogan “immunizzano la popolazione e azzerano la circolazione del virus”[12], che andava forte fino a ieri. Sia chiaro: ben vengano i vaccini, ci mancherebbe. Ma tra “soluzione miracolosa” e “protezione parziale e a termine” ce ne corre. Un po’ di onestà intellettuale non guasterebbe, invece di inseguire i “no-vax” immaginari[13].

Allarmismo, sensazionalismo e altre ricette mediatiche
Titoli ansiogeni per tutti i gusti
Inutile girarci intorno: senza titoloni catastrofisti e bollettini di guerra quotidiani, la pandemia non avrebbe avuto lo stesso appeal mediatico. “Virus killer“, “silenzioso nemico invisibile“, “ospedali al collasso” (quando erano vuoti[14]), “record di decessi” (contando i morti per altre cause[15]), “allarme varianti” (che non facevano più morti[16]): un florilegio dell’orrore a reti e pagine unificate. Come si dice, se non sanguina non vende[17]. E se il sangue non c’è, basta suggerirlo. Questione di sfumature….

Numeri, previsioni e catastrofi annunciate
Che poi i numeri fossero sempre gli stessi, relativi invece che assoluti, sganciati dalle proporzioni e dal contesto[18], poco male: l’importante era sbattere il mostro in prima pagina. Con l’immancabile contorno di previsioni apocalittiche, grafici esponenziali all’infinito e fosche proiezioni di sedicenti “modelli matematici“[19] mai verificati a posteriori. Tra morti sicure a milionate e ospedali da campo nei parcheggi, a nessuno è venuto il dubbio che forse, ma dico forse, qualcuno stesse esagerando?[20] Macché, l’eccesso di prudenza non esiste: il mantra vigente era “prepariamoci allo scenario peggiore”[21], poco importa se poi il peggiore non si avverava mai.
Esperti, virologi e altri animali da talk show
I volti a corredo, o meglio, le maschere: quelle dei Virologi da Talk Show, gli Esperti da Aperitivo, i Profeti da Social. Passavano da uno studio all’altro con la nonchalance di Fregoli[22], un giorno “non ce la siamo cavata affatto“[23] e quello dopo “ci siamo comportati benissimo“[24]. Discutevano del sesso degli angeli con la sicumera di Pico della Mirandola[25], pur di riempire il palinsesto. Mancava solo il classico “Ne ho viste di cose che voi umani…” per completare la fiera della vanità[26]. Per carità, meno male che c’erano, a tenerci compagnia nelle lunghe notti del coprifuoco. Ma quanti distinguo, quante giravolte, quanti “Mi faccia dire”. Un po’ come le scie chimiche: tante parole per poi sparire nel nulla[27].

Pandemia o giravolta? Le capriole del mainstream
Andrà tutto bene (o forse no)
All’inizio fu “andrà tutto bene“. I balconi, gli arcobaleni, i bambini, la resilienza. Una narrativa edificante da Mulino Bianco, roba che neanche Forrest Gump[28]. Poi, a uno a uno, scomparvero i sorrisi. Giusto il tempo di passare dal “non c’è da preoccuparsi” alla psicosi di massa, e dalle canzoni alle sirene delle ambulanze[29]. Nel frattempo, i toni si facevano via via più grevi: restrizioni, divieti, controlli, sanzioni. Il mantra divenne “se ti ammali è colpa tua“[30], che fa sempre comodo. E guai a parlare di trattamenti domiciliari: solo “vigile attesa e tachipirina“[31], sennò finisci dai Nas per procurato allarme. Chissà se ci siamo comportati bene davvero o se abbiamo solo avuto una fortuna sfacciata[32].

Wuhan o non Wuhan? Questo è il dilemma
Poi ci fu la giravolta sull’origine del virus. Prima “sicuramente naturale“, guai a pensare male dell’amico Xi. Poi qualche dubbio, tra mail Top Secret del dottor Fauci[33] e biologi da Nobel un po’ troppo “complottisti”. Finché anche insospettabili mainstream cominciarono a rompersi, e a chiedersi come mai quei simpatici ricercatori di Wuhan trafficassero con gain-of-function[34] e chimere virali[35] proprio mentre il Covid esplodeva fuori dal loro laboratorio. Certo che se si fossero applicati così a studiare la cinesità di Taiwan[36]…

Dalle cure inefficaci ai protocolli miracolosi
Dulcis in fundo, l’epopea delle cure. Prima “non ci sono farmaci né vaccini” e “l’unica arma è stare a casa“[37], poi d’incanto spuntano decine di trattamenti e protocolli alternativi. Plasma iperimmune che fa miracoli, anzi no non funziona[38]. Eparina salvifica, o forse killer[39]. Remdesivir prodigioso, ma anche un po’ flop[40]. Anticorpi monoclonali che promettono bene, chissà[41]. Idrossiclorochina demoniaca, anzi benedetta, anzi irrilevante[42]. Su e giù come sulle montagne russe, a beneficio di tifoserie ormai apertamente schierate. E intanto a casa la gente moriva, spesso di altro, ma “con Covid”[43]. Bastasse una tachipirina, come no.
Dubitare è peccato! L’inquisizione del pensiero unico
Voci dis(s)obbedienti cercasi
Ma l’aspetto forse più inquietante di questi quattro anni pandemici è stato il trionfo del pensiero unico, con tanto di censura per le voci dissonanti. Guai a discostarsi dalla vulgata ufficiale: dai social ai talk show, il dissenso veniva sistematicamente ridicolizzato, demonizzato o apertamente censurato[44]. Emblematica la vicenda del professor Ioannidis, stimatissimo epidemiologo di Stanford, pubblicamente crocefisso per aver osato stimare un tasso di letalità più basso delle previsioni catastrofiste[45], oppure dei medici minacciati di radiazione per aver suggerito terapie precoci invece della vigile attesa[46] o di account social sospesi perché “no-vax”[48]. Un nuovo Indice dei libri proibiti in salsa Covid, degno della Santa Inquisizione.

L’orgia del conformismo
In questo clima di caccia alle streghe, il mainstream ha dato il peggio di sé. Pennivendoli d’assalto si sono scatenati in orrende orge di conformismo, sventolando il “pericolo negazionista” come clava per azzittire sul nascere ogni perplessità[49]. Bastava sollevare timidamente la mano per chiedere conto di qualche contraddizione, ed ecco la fatwa: “Ah, quindi stai con Bolsonaro?”[50]. Criticavi un DPCM pasticciato? “Okay boomer, contagi tu la nonna“[51]. Contestavi il coprifuoco alle 18? “Allora non è vero che sui mezzi c’è il distanziamento”[52]. Non ti capacitavi della scelta di prorogare lo stato d’emergenza? “Eh ma il long Covid…”[53]. Un circo Barnum del benaltrismo preventivo, dove l’etichetta di “negazionista” era appiccicata a chiunque, su qualunque tema, per il solo fatto di porsi una domanda fuori dal coro.

Domande scomode? Vade retro, satana!
Del resto, a che servirebbe la libera informazione se non a farsi domande scomode e cercare risposte? Invece abbiamo assistito a un appiattimento desolante del dibattito pubblico, ridotto a sterile ripetizione dello stesso identico mantra, senza spazio per sfumature, distinguo, obiezioni[54]. Giornalisti embedded nella trincea del conformismo, con il ditino sempre alzato per rimproverare chi osasse mettere in discussione il Verbo ufficiale. Chiedevi conto dei parametri epidemiologici? “Razzista!”. Obiettavi sullo stato di emergenza a oltranza? “Fascista!”. Dubitavi del vaccino-profilassi? “No-vax!” Una continua corsa al “chi è più virtuoso“, un costante “più realista del re“, un’incessante gara di sottomissione alla narrazione mainstream[55]. A quando la tessera di partito per certificare la giusta fede pandemica?

Sopravvivere a (dis)informazione e paturnie pandemiche
Morale della favola: di questi tempi, anche solo farsi una sana risata scaramantica è sovversivo. In un’epoca in cui l’egemonia culturale pretende di dettarci non solo cosa pensare, ma addirittura cosa provare[56], ridere è un atto di ribellione. L’antidoto più potente contro la paura che inchioda e la retorica che inquina. E allora ridiamo, ridiamo di gusto, anche se di gusto ce n’è rimasto poco. Ridiamo degli espertoni che pontificano e delle cassandre che menano. Ridiamo delle “conclusioni della scienza” che cambiano ogni giorno e dei virologi megastar che litigano per un selfie. Ridiamo delle mascherine all’aperto con 40 gradi e della vigile attesa fino alla bara. Ridiamo finché ci resta fiato in corpo (sperabilmente non da ventilatore polmonare)[57]. Perché ridere non significa prendere sottogamba il dramma. Al contrario, è forse l’unico modo che abbiamo per elaborare davvero tutto questo dolore, tutta questa confusione, e magari riscoprire, una risata dopo l’altra, l’importanza di farci domande, andare oltre le apparenze, diffidare delle verità preconfezionate[58]. In fondo, come diceva il poeta, “ridiamo un po’ / che tutto il mondo è nostro. / Ridiamo un po’ / che se i re stanno male, noi stiamo molto meglio”[59].

Per finire …
Eccoci qua, con un po’ di sana ironia abbiamo fatto una panoramica di questi anni surreali tra pandemia e infodemia. Senza prenderci troppo sul serio, ma con la voglia di stimolare qualche riflessione in più. Perché in fondo, come diceva il buon Totò, “La serietà è una cosa seria, ma la risata lo è ancora di più!”[60]. Fatemi sapere cosa ne pensate, l’importante è continuare a farsi delle domande, a informarsi da più fonti, a ragionare con la propria testa, e ogni tanto, concedersi una bella risata liberatoria, che male non fa, anzi, magari ci aiuta a vedere le cose sotto un’altra luce.
Bibliografia e riferimenti per creduloni e scettici
1. Infodemia: https://www.treccani.it/vocabolario/infodemia_%28Neologismi%29
2. Pangolino ipotesi iniziale: https://www.iss.it/covid-19-primo-piano/-/asset_publisher/yX1afjCDBkWH/content/id/5296720
3. Ipotesi laboratorio: https://www.nature.com/articles/d41586-021-01529-3
4. “Poco più di un’influenza”: https://www.agi.it/fact-checking/news/2020-03-06/coronavirus-piu-grave-influenza-7343251/
5. Lockdown globale: https://www.bbc.com/news/world-52103747
6. Dubbi sull’efficacia dei lockdown: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/eci.13484
7. Obbligo di mascherine all’aperto: https://www.iss.it/primo-piano/-/asset_publisher/3f4alMwzN1Z7/content/id/5452123
8. Studi su inefficacia di lockdown e mascherine: https://swprs.org/face-masks-evidence/
9. Covidioti: https://www.urbandictionary.com/define.php?term=Covidiot
10. Efficacia dei vaccini: https://www.bmj.com/content/371/bmj.m4037
11. Vaccini e trasmissione: https://www.cdc.gov/media/releases/2021/s0730-mmwr-covid-19.html
12. Immunità di gregge: https://www.nature.com/articles/d41586-021-00728-2
13. No-vax immaginari: https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/09/03/no-vax-chi-sono-e-quanti-sono-davvero-la-mappa-delle-realta-in-italia-a-che-punto-e-la-campagna-vaccinale/6306019/
14. Ospedali vuoti: https://www.iltempo.it/attualita/2020/04/11/news/ospedali-vuoti-posti-letto-terapie-intensive-campania-de-luca-1318288/
15. Conteggio dei decessi: https://www.ilsole24ore.com/art/con-covid-o-covid-conteggio-vittime-si-divide-ADdZMxz
16. Allarme varianti: https://www.nature.com/articles/d41586-021-00090-3
17. “Se non sanguina non vende”: https://www.urbandictionary.com/define.php?term=If%20it%20bleeds%2C%20it%20leads
18. Numeri fuori contesto: https://www.bmj.com/content/370/bmj.m3374
19. Proiezioni catastrofiste: https://www.telegraph.co.uk/technology/2020/05/16/neil-fergusons-imperial-model-could-devastating-software-mistake/
20. Eccesso di allarmismo: https://www.theguardian.com/commentisfree/2020/aug/25/covid-19-spreading-fear-is-the-real-threat
21. Prepararsi al peggio: https://www.agi.it/cronaca/news/2020-03-26/coronavirus-picco-contagi-italia-previsioni-crisanti-8086298/
22. Fregoli: https://it.wikipedia.org/wiki/Leopoldo_Fregoli
23. “Non ce la siamo cavata affatto”: https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/fuoridalcoro/non-ce-la-siamo-cavata-affatto-siamo-a-rischio-come-a-marzo_FD00000000102236
24. “Ci siamo comportati benissimo”: https://www.la7.it/otto-e-mezzo/video/coronavirus-crisanti-non-ce-la-siamo-cavata-affatto-anzi-rischiamo-la-seconda-ondata-06-05-2020-323993
25. Pico della Mirandola: https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Pico_della_Mirandola
26. Fiera della vanità: https://it.wikipedia.org/wiki/La_fiera_delle_vanit%C3%A0
27. Scie chimiche: https://www.focus.it/scienza/scienze/teorie-del-complotto-scie-chimiche
28. Forrest Gump: https://it.wikipedia.org/wiki/Forrest_Gump_(personaggio)
29. Dalle canzoni alle sirene: https://www.adnkronos.com/andrà-tutto-bene-dagli-arcobaleni-alla-paura_5kxX9jvF4RtbKn7yNuRgIO
30. “Se ti ammali è colpa tua”: https://www.open.online/2020/11/23/covid-19-contagi-lombardia-gallera/
31. “Vigile attesa e tachipirina”: https://www.ilriformista.it/vigile-attesa-e-tachipirina-cose-il-protocollo-del-ministero-della-salute-contro-il-covid-a-casa-193518/
32. Gestione della pandemia: https://www.ilpost.it/2021/02/25/gestione-coronavirus-italia/
33. Email di Fauci: https://www.bbc.com/news/world-us-canada-57352992
34. Gain of function: https://www.nature.com/articles/d41586-021-01731-3
35. Chimere virali: https://www.sciencemag.org/news/2021/05/controversial-wuhan-lab-studies-genetically-engineered-bat-coronaviruses-plans-more
36. Cinesità di Taiwan: https://www.limesonline.com/cartaceo/taiwan-non-e-una-provincia-cinese
37. “L’unica arma è stare a casa”: https://www.ilgiornale.it/news/cronache/coronavirus-ricciardi-lunica-arma-contenere-i-contagi-stare-1843547.html
38. Plasma iperimmune: https://www.aifa.gov.it/plasma-iperimmune-covid-19
39. Eparina: https://www.aifa.gov.it/domande-e-risposte-su-eparine-a-basso-peso-molecolare-e-covid-19
40. Remdesivir: https://www.aifa.gov.it/aggiornamento-sui-farmaci-utilizzabili-per-il-trattamento-della-malattia-covid19
41. Anticorpi monoclonali: https://www.aifa.gov.it/uso-degli-anticorpi-monoclonali-per-covid-19
42. Idrossiclorochina: https://www.aifa.gov.it/aggiornamento-sui-farmaci-utilizzabili-per-il-trattamento-della-malattia-covid19
43. “Con Covid” e “per Covid”: https://www.gimbe.org/osservatorio/Report_Osservatorio_GIMBE_2021.11_Sovraccarico_ospedali.pdf
44. Censura del dissenso: https://www.ilfoglio.it/scienza/2021/12/17/news/la-dittatura-sanitaria-sta-diventando-censura-e-persecuzione-dei-dubbiosi-3081295/
45. Caso Ioannidis: https://www.statnews.com/2020/03/17/a-fiasco-in-the-making-as-the-coronavirus-pandemic-takes-hold-we-are-making-decisions-without-reliable-data/
46. https://www.lapressa.it/rubriche/pressa_tube/terapia-domiciliare-precoce-covid-il-ministero-risp
47. Opere d’arte rimosse: https://www.ilgiornale.it/news/cronache/covid-venezia-scultura-negazionista-rimossa-ordine-del-1944126.html
48. Account sospesi: https://www.theverge.com/22630869/twitter-facebook-bans-covid-19-vaccine-misinformation-policy
49. Caccia al “negazionista”: https://www.iltempo.it/attualita/2020/08/29/news/negazionisti-giornalista-aggredito-spiaggia-lido-venezia-no-mask-24310974/
50. “Stai con Bolsonaro?”: https://www.dire.it/29-03-2020/439784-coronavirus-bolsonaro-ora-difende-isolamento-totale/
51. “Contagi tu la nonna”: https://www.open.online/2020/10/15/covid-19-contagi-ricciardi-movida-mascherine/
52. Coprifuoco alle 18: https://www.fanpage.it/politica/coprifuoco-alle-18-in-lombardia-gallera-abbiamo-anticipato-quello-che-fara-il-governo/
53. Long Covid: https://www.iss.it/covid-19-long-covid
54. Appiattimento del dibattito: https://www.flore.unifi.it/retrieve/handle/2158/1217637/516856/2020Nencioni.pdf
55. Gara al “più virtuoso”: https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/10/19/green-pass-non-ce-lo-meritiamo-un-paese-che-non-capisce-che-e-solo-uno-strumento-per-tornare-a-vivere/6359239/
56. Egemonia culturale: https://www.linterferenza.info/attpol/egemonia-culturale-e-pandemia/
57. Ventilatori polmonari: https://www.iss.it/rapporti-covid-19/-/asset_publisher/btw1J82wtYzH/content/id/5334891
58. Diffidare delle verità preconfezionate: https://www.valigiablu.it/informazioni-coronavirus/
59. Versi di Enzo Jannacci: https://www.rockol.it/testi/139143905/enzo-jannacci-vengo-anch-io-no-tu-no
60. Citazione di Totò: https://aforismi.meglio.it/aforisma.htm?id=8c95
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