RADAR PRO ELITE™ FINBEAR

Alphabet, conti: cloud +103% ma brucia 9,1 miliardi di cassa e perde oltre il 9%, mentre Microsoft sale del 4%

29 Ottobre 2026

RADAR PRO ELITE™ FINBEAR — 29 ottobre 2026

In una sala caldaie, un robot umanoide spala banconote dentro la bocca di una caldaia in fiamme. Scritta: «Alphabet, cloud +103% ma brucia 9,1 miliardi».

Mercoledì la Fed lascia i tassi fermi, ma due membri del Comitato votano per alzarli: un governatore e una presidente di distretto non dissentivano insieme dal 1992. Dopo la chiusura il mercato divide la Big Tech in due: Microsoft cresce sul cloud e spende meno del previsto, e sale del 4%; Alphabet raddoppia il cloud ma brucia 9,1 miliardi di cassa, e perde oltre il 9%. Oracle guadagna il 10,73% promettendo cassa per il 2029, ServiceNow perde il 15% dopo i conti. Il decennale sale al 5,05%, il petrolio chiude in rialzo e stamattina scende sulla lettera di Vance a Teheran. Alle 13:30 italiane escono PIL e inflazione PCE; stasera i conti di Amazon e Intel.

📑 Indice

🧭 Prima di aprire il terminale

🏛️ Fed: ferma, ma divisa

I tassi restano nella forchetta 3,75-4,00% con dieci voti contro due: Lisa Cook e Beth Hammack volevano un rialzo di un quarto di punto. 🔥 Un governatore e una presidente di distretto non dissentivano dalla stessa parte dall’ottobre 1992. Il mercato assegna circa l’85% di probabilità a un rialzo il 9 dicembre.

🏢 Big Tech: due conti, due verdetti

Microsoft supera le attese con Azure a +48% e sale del 4% dopo la chiusura. Alphabet fa crescere il cloud del 103%, ma l’utile per azione scende a 2,12 dollari e la cassa del trimestre è negativa per 9,1 miliardi: il titolo perde oltre il 9% dopo la chiusura. Stamattina i future sul Nasdaq-100 cedono l’1,26%.

🏛️ Curva dei tassi

Il decennale sale di sei punti base al 5,05%, il due anni scende al 4,67%: la curva si irripidisce dal lato lungo, mentre la Fed ripete che l’inflazione «resta elevata».

🌏 Chip e Seul

Samsung registra un utile operativo record, ma la divisione chip delude le attese: il titolo scende di quasi il 5% e il KOSPI chiude in calo dell’1,24%, dopo il +6,63% di mercoledì.

🛢️ Petrolio

Mercoledì il Brent chiude a 115,32 dollari (+1,3%) e il WTI a 102,78 (+2,88%); stamattina il Brent scende verso i 114 dopo la notizia di una lettera di Vance a Teheran per riaprire i negoziati.

Verdetto

🔴 Priorità alta — La voce di Fantiborsa: la Fed ha scoperto il dissenso, il mercato ha scoperto la differenza fra spendere e bruciare. Microsoft spende e incassa, Alphabet spende e si indebita, Oracle promette che smetterà di bruciare cassa e vola. Oggi alle 13:30 il PCE dice quanto costa il denaro, stasera Amazon dice quanto ne spende.

Datemi retta, oggi è meglio che troviate cinque minuti per leggerlo tutto ☕

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📌 Tabella Sintetica degli Indicatori Chiave

Indicatore Valore Variazione Lettura Segnale
S&P 500 7.743,98 +0,28% RSI 53,0; sopra SMA50 (7.698,05) e SMA200 (7.302,71); terzo rialzo di fila; Pretore long attiva 🟢
Nasdaq (COMPQ) 26.549,85 +0,27% RSI 48,9; sotto SMA50 (26.589,67), sopra SMA200 (25.033,55); Pretore long attiva 🟢
Nasdaq-100 (NDX) 29.813,16 +0,55% RSI 49,4; sulla SMA50 (29.813,34), sopra SMA200 (27.894,40); Pretore long attiva, invalidazione a −0,05% 🟢
Philadelphia Semi (SOX) 11.684,00 +1,75% RSI 48,5; sotto SMA50 (11.894,21), sopra SMA200 (10.747,61); Pretore long attiva 🟢
Dow Jones 52.475,10 +0,19% RSI 55,8; sopra SMA50 (52.253,60) e SMA200 (50.576,58); Pretore long attiva 🟢
ETF Russell 2000 (IWM) 281,29 +0,40% RSI 53,7; sotto SMA50 (285,00), sopra SMA200 (278,53) ⚪
VIX 16,91 −3,48% Sopra SMA50 (16,07), sotto SMA200 (18,23); Pretore short attiva sul suo ETF di riferimento 🟢
US 2Y 4,67% −3 bp Il tratto breve scende dopo la Fed 🟢
US 10Y 5,05% +6 bp Di nuovo sopra la soglia del 5% 🔴
Spread 2s10s 38 bp +9 bp Positivo, in irripidimento dal lato lungo 🟢
DXY 102,19 −0,13% RSI 59,7; sopra SMA50 (100,76) e SMA200 (99,62) ⚪
Gold 4.051,60 −0,56% Contratto di dicembre; sotto SMA50 (4.308,51) e SMA200 (4.523,07); Pretore long attiva; stamattina 4.039,40 ⚪
Silver 53,46 −1,54% RSI 29,3; sotto SMA50 (62,12) e SMA200 (71,09); Pretore short attiva ⚪
WTI 102,78 +2,88% Sopra SMA50 (94,30) e SMA200 (86,13); Pretore torna long attiva; stamattina 101,82 🔴
Brent 115,32 +1,26% Sopra SMA50 (102,70) e SMA200 (92,18); Pretore long attiva 🔴
EUR/USD 1,1144 −0,07% Stamattina; RSI 26,2; sotto SMA50 (1,14) e SMA200 (1,16) ⚪
BTC 79.747,52 −1,51% Stamattina; sotto SMA50 (81.918,34), sopra SMA200 (73.111,80); Pretore passa a long attiva 🔴
ETH 2.303,55 −2,30% Stamattina; sotto SMA50 (2.530,80), sopra SMA200 (2.159,39); Pretore passa a long attiva 🔴
Crypto Fear & Greed n/d — Valore corrente non disponibile in sessione ⚪

Indici azionari, VIX, dollaro, oro, argento e greggio alla chiusura di mercoledì 28 ottobre 2026 (StockCharts/Yahoo Finance; oro sul contratto di dicembre). Rendimenti Treasury: dati ufficiali del Tesoro USA del 28 ottobre confrontati con il 27. Euro, criptovalute e valori di stamattina: Yahoo Finance, schermate fra le 8:52 e le 8:53 italiane.

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🗿 Pretore oggi

Le firme degli indici USA. S&P 500, Nasdaq-100, Composite, Dow e semiconduttori restano in long attiva; il VIX, letto sul suo ETF di riferimento, resta in short attiva. Rispetto a ieri i semiconduttori rientrano nella banda di tolleranza della propria Consensus, pur chiudendo ancora lo 0,31% sotto, e la loro firma non va più letta come attenuata. La Consensus del SOX resta calcolata su pesi uniformi, perché il volume dell'indice non è affidabile.

Polarity flip: sì. Il WTI passa da short_attiva, registrata sulla chiusura di martedì 27, a long_attiva; bitcoin ed ether passano anch'essi da short_attiva a long_attiva.

Le firme scomode. La prima è lo spessore del cuscinetto. Il Nasdaq-100 chiude appena lo 0,05% sopra la soglia che invaliderebbe la firma long, e stamattina i suoi future perdono l'1,26% dopo i conti di Alphabet; sul filo stanno anche il comparto finanziario (0,17%), l'oro (0,11%), il WTI (0,14%) e bitcoin (0,12%). La seconda: il WTI e bitcoin girano in long sulla chiusura di mercoledì, ma stamattina quotano entrambi sotto la nuova soglia di invalidazione. La terza è l'oro, che chiude 14 centesimi sotto la soglia indicata ieri e resta in long solo perché la soglia del Pretore si è spostata più in basso.

La convergenza macro. Il dollaro, letto sul suo ETF, resta in long attiva; l'euro, anch'esso sul suo ETF, in short attiva. Sui tassi il Pretore legge un ETF di Treasury con scadenza fra sette e dieci anni, in long attiva: una firma long sull'ETF corrisponde a rendimenti in calo, ma mercoledì il decennale è salito di sei punti base e il cuscinetto dell'ETF sulla propria Consensus si è ridotto. Brent e WTI sono entrambi in long attiva.

Livelli operativi $SPX: close 7.743,98 · AVWAP Consensus 7.706,95 (+0,48%) · invalidazione su chiusura 7.616,58 (−1,65%). L'AVWAP Consensus è la media volume-pesata che il Pretore usa come ancoraggio strutturale dei prezzi. L'invalidazione è il livello sotto il quale, in chiusura, la firma long decade: non è un ordine di stop-loss.

Lettura d'insieme. Le firme degli indici restano long e l'S&P 500 allarga di poco il cuscinetto sopra la propria Consensus: sulla carta il quadro è costruttivo. La tesi di oggi però guarda altrove, alla selezione che il mercato fa fra chi spende con la cassa e chi spende a debito, e su questo il Pretore è concorde solo a metà. Il Nasdaq-100, dove pesano Alphabet e i fornitori dell'intelligenza artificiale, entra nella seduta a cinque centesimi di punto percentuale dalla propria invalidazione, mentre i future in calo preannunciano un'apertura a rischio: è il punto in cui la firma può cambiare per prima.

Snapshot al 29 ottobre 2026 (chiusura di riferimento 28 ottobre).

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🧭 Compass del giorno

FINBEAR Compass™ · $SPX · 28 ott 2026

  VERDETTO          SMENTITO         — lo slancio recente smentisce il regime
  REGIME OPERATIVO  Lateralità
  LINEARITÀ         Trend non lineari
  COERENZA          MISTA
  AFFIDABILITÀ      SOSPESA
  POSIZIONE         in banda         — sotto il trend di fondo
  TREND DI FONDO    Toro persistente — solido

Il Compass registra un S&P 500 che sale da tre sedute dentro un regime operativo ancora laterale: lo slancio recente contraddice il regime, ma il segnale resta disperso e la tendenza non si legge con sicurezza, quindi la bussola invita ad aspettare. Il trend di fondo resta un toro solido: la debolezza degli ultimi mesi si legge come una correzione tattica, non come la fine del ciclo, con il prezzo dentro la banda e appena sotto la linea di tendenza.

Sul Nasdaq-100, sul Composite e sui semiconduttori il Compass misura un regime operativo di orso forte con affidabilità sospesa: il rimbalzo degli ultimi giorni non ha ancora cambiato la fotografia degli ultimi mesi. Il Dow e il comparto finanziario restano gli unici, fra gli indici e i settori seguiti, con un regime operativo di toro forte; per il comparto finanziario, però, il trend di fondo è meno solido.

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📐 Curva dei tassi

Curva Treasury USA · 28 ott 2026

  FORMA       piatta
  MOVIMENTO   bear steepening
  MACRO       normale

Al macro: dopo la Fed il tratto breve scende e il tratto lungo sale. Il mercato crede che la banca centrale tenga fermi i tassi ufficiali nell'immediato, ma chiede un compenso maggiore per prestare a dieci e trent'anni a un'economia che la Fed stessa definisce «forte» e con un'inflazione che «resta elevata».

Alle banche: una curva che si irripidisce dal lato lungo, in teoria, allarga la distanza fra il costo della raccolta e il rendimento dei prestiti, e aiuta il margine netto d'interesse. Mercoledì, però, lo hanno colto solo le grandi banche, come racconta il riquadro seguente.

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🏦 Bilancio banche large vs regional

XLF · KBWB · KRE — comparto finanziario

  • XLF (comparto) — a 56,13 (+0,45%), dentro la zona fra 55,89 e 56,18, che martedì faceva da resistenza: il motore la classifica ancora come zona in attraversamento; la firma del Pretore sul comparto resta in long attiva, con l'invalidazione su chiusura a 56,035 (−0,17%).
  • KBWB (grandi banche) — a 89,16 (+0,63%), dentro la zona fra 88,70 e 89,42; martedì la resistenza si estendeva fra 88,70 e 89,24, e il passaggio a supporto resta da confermare; la prossima resistenza è fra 90,04 e 90,17.
  • KRE (regionali) — a 72,11 (−0,65%), sotto la zona fra 72,42 e 73,24; il supporto più vicino è fra 70,97 e 71,93.

Per la seconda seduta le grandi banche salgono e le regionali cedono. Questa volta la curva non spiega la forbice: l'irripidimento dal lato lungo dovrebbe aiutare soprattutto chi vive del margine d'interesse. Le grandi sono rientrate nella zona che martedì le aveva fermate, le regionali scivolano sotto quella in cui si muovevano: la guardiamo, non ci scommettiamo.

KBWB e KRE in osservazione — lettura, non segnale.

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🎯 Executive Summary

🎬 La giornata in una riga

L’S&P 500 sale per la terza seduta di fila, dello 0,28% a 7.743,98, nel giorno in cui la Fed tiene fermi i tassi e il decennale torna al 5,05%. Dopo la chiusura i conti dividono la Big Tech, e stamattina i future sul Nasdaq-100 perdono l’1,26%.

🏛️ Una Fed che non si muove, ma litiga

🆕 Dieci voti contro due: Lisa Cook e Beth Hammack chiedono un rialzo, e Kevin Warsh annuncia che dal 2027 una delle otto riunioni dell’anno sarà dedicata solo alla strategia, senza decisione sui tassi. Il comunicato definisce l’economia «forte» e l’inflazione «elevata». Warsh descrive così l’effetto della stretta finora, precisando che conclusioni definitive non ce ne sono ancora:

“The overwhelming consensus is that what we’ve done in this monetary medicine is starting to work some”

🏢 Spendere o bruciare

  • Microsoft incassa. Ricavi per 92,3 miliardi (+19%), Azure a 33,2 miliardi (+48%) e investimenti sotto il tetto atteso: +4% dopo la chiusura.
  • Alphabet brucia. Cloud a 30,7 miliardi (+103%), ma 51,4 miliardi di investimenti nel trimestre, cassa negativa per 9,1 miliardi e un utile per azione di 2,12 dollari: oltre il −9% dopo la chiusura.
  • Oracle promette. Flusso di cassa libero di almeno 30 miliardi nell’esercizio 2029 e un tetto di ulteriori 20 miliardi alla raccolta sul mercato, esclusi i rifinanziamenti: +10,73%, il miglior rialzo da maggio.

🛢️ Barile e diplomazia

Il Brent chiude a 115,32 dollari e stamattina scende verso i 114 sulla lettera di Vance a Teheran, che Trump ridimensiona; secondo il Wall Street Journal Washington ha avvisato i Paesi del Golfo di una possibile ripresa delle operazioni militari dopo il voto del 3 novembre.

⏳ La sintesi

La tesi di correzione della tecnologia del 23 ottobre è scaduta ieri sera senza essere invalidata: i semiconduttori sono sopra la soglia, l’S&P 500 no. Oggi la giornata si gioca su tre appuntamenti: alle 13:30 il PIL e il PCE, stasera Amazon e Intel. Nel frattempo il Nasdaq-100 arriva alla giornata a un passo dalla soglia che farebbe cadere la firma long del Pretore.

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📊 Notizie in dettaglio

🏦1. La Fed tiene fermi i tassi, ma Cook e Hammack votano per alzarli: un dissenso così non si vedeva dal 1992

Cosa è successo

✅ Mercoledì 28 ottobre la Fed lascia il tasso sui fed funds nella forchetta 3,75-4,00% con dieci voti contro due (Yahoo Finance). ✅ Lisa Cook, governatrice, e Beth Hammack, presidente della Fed di Cleveland, votano per un rialzo di un quarto di punto (Yahoo Finance). ✅ È la prima volta dall’ottobre 1992 che un governatore e un presidente di distretto dissentono dalla stessa parte (Fortune via WDC TV). ✅ Dove a settembre il comunicato annunciava un rialzo, ora annuncia tassi fermi, e la crescita dell’economia passa da solida a forte (Yahoo Finance).

✅ Kevin Warsh annuncia che dal 2027 una delle otto riunioni annuali sarà dedicata alla strategia, senza comunicato e senza voto sui tassi; nel 2028 le riunioni di strategia saranno due e quelle con decisione sei (Yahoo Finance).

📊 I future sui tassi assegnano circa l’85% di probabilità a un rialzo il 9 dicembre (Bloomberg via Yahoo Finance). 📊 Per settembre 2027 scontano un tasso intorno al 4,7% (Bloomberg via Yahoo Finance). ✅ L’inflazione dei prezzi al consumo di settembre è al 3,7%, quella core al 2,6% (Yahoo Finance). ✅ Il decennale chiude al 5,05% (+6 punti base), il due anni al 4,67% (−3) (Tesoro USA). Il RADAR del 28 ottobre scriveva che la sera stessa la Fed avrebbe deciso «quanto costa dicembre»: il prezzo non è sceso, e due membri del Comitato volevano incassarlo già a ottobre.

Cosa dicono le fonti

“Inflation remains elevated.” — comunicato del Comitato di politica monetaria della Fed
“Politics played no role in the decision” — Kevin Warsh, presidente della Fed (Yahoo Finance)

Lettura FINBEAR: dieci aspettano, due vogliono stringere subito

Dieci voti per aspettare, due per alzare subito, nessuno per tagliare: il rischio di un’altra stretta resta sul tavolo, ma il voto non ne fissa l’esito. Il dissenso congiunto di una governatrice e di una presidente di distretto, che non si vedeva da trentaquattro anni, dice che dentro il Comitato la pazienza ha un limite, e il comunicato lo conferma promuovendo l’economia da «solida» a «forte». È il linguaggio di chi prepara il terreno, non di chi lo sgombera.

La reazione dei titoli di Stato lo traduce. Il due anni scende perché a una settimana dal voto la Fed ha scelto di non muoversi; il decennale sale perché la stessa Fed ammette che l’inflazione è elevata e l’economia corre. La riforma del calendario aggiunge un sottotesto: meno riunioni con decisione significano scelte più pesanti ogni volta che il Comitato vota. Warsh assicura che la politica non ha avuto alcun ruolo; il mercato, intanto, ha già scritto dicembre nei prezzi.

Cui prodest?

A chi tiene liquidità e titoli a breve scadenza, remunerati sopra il 4% con una Fed che non ha fretta di tagliare. Perde chi ha in portafoglio titoli a lunga scadenza, che pagano il conto dell’inflazione ammessa dalla stessa Fed.

Per chi investe

Strumenti coinvolti:

  • ETF: $SHY, $IEF, $TLT, $UUP, $KBWB
  • Futures/Commodity: future sui fed funds (ZQ), sul due anni (ZT) e sul decennale (ZN)
  • Valute: euro contro dollaro
  • Opzioni/Strutture: opzioni su $TLT per coprirsi da un nuovo rialzo dei rendimenti

Opportunità:

Il tratto breve offre rendimenti sopra il 4%, mentre il mercato continua a scontare un possibile rialzo a dicembre; il tratto lungo è tornato sopra il 5%

Rischi:

Un PCE di settembre alto, oggi alle 13:30, renderebbe dicembre una formalità e potrebbe spingere ancora il decennale

Cosa evitare:

Leggere la pausa come una tregua: due voti su dodici chiedevano già il rialzo

Bottom line:

La Fed ha tenuto fermi i tassi, non ha fermato la stretta.

Impatto: 🔴🔴 (2/5) — Due voti per il rialzo, decennale sopra il 5%, dicembre all’85% · in controtendenza: liquidità a breve scadenza favorita

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🧠2. Due conti, due verdetti: Microsoft sale del 4% con Azure a +48%, Alphabet perde oltre il 9% con la cassa negativa per 9,1 miliardi

Cosa è successo

✅ Microsoft chiude il primo trimestre dell’esercizio 2027 con ricavi per 92,3 miliardi di dollari (+19%), un utile operativo di 45,9 miliardi (+21%) e un utile per azione di 4,92 dollari (+32%); i ricavi del cloud raggiungono 63,9 miliardi (+30%) e Azure 33,2 miliardi, in crescita del 48% (Microsoft). ✅ Gli analisti attendevano ricavi per 90,69 miliardi e un utile per azione rettificato di 4,73 dollari, contro i 4,89 registrati (SiliconANGLE).

✅ Gli investimenti in conto capitale, compresi i leasing finanziari, sono 45,2 miliardi, contro una previsione massima di 50,67; il flusso di cassa libero scende del 27% a 18,63 miliardi (SiliconANGLE). 📊 Per il trimestre in corso la società prevede ricavi fra 96 e 97,1 miliardi e una crescita di Azure del 49-50% a cambi costanti (SiliconANGLE). ✅ Il titolo sale di circa il 4% dopo la chiusura (SiliconANGLE).

✅ Alphabet registra ricavi per 127,6 miliardi (+25%) e un utile operativo di 40,6 miliardi; Google Cloud fattura 30,7 miliardi (+103%) con un utile operativo di 11,1 miliardi (Alphabet). ✅ L’utile per azione diluito scende a 2,12 dollari da 2,87: pesa una perdita di 8,7 miliardi sulle partecipazioni, che toglie 55 centesimi per azione (Alphabet); gli analisti attendevano 3,01 dollari (The Motley Fool).

✅ Gli investimenti del trimestre salgono a 51,4 miliardi, da 24 miliardi un anno prima, e il flusso di cassa libero è negativo per 9,1 miliardi (Alphabet). ✅ Il debito a lungo termine sale a 125,1 miliardi da 21,6 miliardi al 30 settembre 2025; 📊 per il 2027 la società prevede investimenti oltre i 300 miliardi (SiliconANGLE). ✅ Il titolo, che nella seduta aveva guadagnato l’1,34%, perde oltre il 9% dopo la chiusura (Yahoo Finance; SiliconANGLE). ✅ Stamattina alle 8:52 italiane i future sul Nasdaq-100 cedono l’1,26% (Yahoo Finance).

Il RADAR del 28 ottobre scriveva che Microsoft e Alphabet dovevano mostrare che la spesa per l’intelligenza artificiale si vede nei ricavi del cloud: lo hanno mostrato entrambe, e il mercato le ha giudicate comunque in modo opposto.

Cosa dicono le fonti

“We still have demand that exceeds supply” — Amy Hood, direttrice finanziaria di Microsoft (SiliconANGLE)
“Google Cloud revenues grew 103%, powered by huge demand for our AI infrastructure and AI solutions.” — Sundar Pichai, amministratore delegato di Alphabet (comunicato sui risultati)

Lettura FINBEAR: il mercato non giudica la crescita, giudica chi paga il conto

Sulla carta ha vinto Alphabet: un cloud che raddoppia in un anno batte un Azure che cresce della metà. Il mercato ha guardato un’altra colonna, quella della cassa. Microsoft spende 45 miliardi e le restano 18,6 miliardi di flusso di cassa libero; Alphabet ne spende 51,4 e chiude il trimestre con la cassa in rosso di 9,1, con un debito a lungo termine quasi sestuplicato in un anno. Una cresce con i propri soldi, l’altra comincia a farlo con quelli dei creditori.

Il dettaglio dell’utile peggiora la lettura senza cambiarla. La perdita sulle partecipazioni è contabile e, senza di essa, l’utile per azione sarebbe vicino ai 2,67 dollari: comunque sotto le attese. Più dei 55 centesimi pesa la conferma di oltre 300 miliardi di investimenti nel 2027. È lo stesso schema visto con Meta e con Broadcom nelle ultime settimane: finché la spesa produce cassa il mercato applaude, quando la consuma presenta il conto.

Cui prodest?

A chi vende ad Alphabet chip, memorie ed energia, che vede crescere di nuovo il proprio portafoglio ordini. Perde l’azionista di Alphabet, che finanzia la spesa con la propria cassa e da quest’anno anche con il debito.

Per chi investe

Strumenti coinvolti:

  • Azioni: $MSFT, $GOOGL, $GOOG, $AMZN, $META, $NVDA, $AVGO
  • ETF: $QQQ, $XLK, $XLC
  • Futures/Commodity: future sul Nasdaq-100 (NQ)
  • Opzioni/Strutture: opzioni su $QQQ per coprirsi dalla reazione ai conti di Amazon
  • Altri strumenti: obbligazioni societarie tramite $LQD

Opportunità:

Microsoft prevede un Azure in accelerazione con investimenti sotto le attese; la spesa di Alphabet sostiene la domanda dei fornitori

Rischi:

Un Amazon che stasera segua lo schema di Alphabet estenderebbe la punizione a tutta la Big Tech che investe a debito

Cosa evitare:

Leggere la crescita del cloud come prova di redditività: conta quanta cassa resta dopo gli investimenti

Bottom line:

Il mercato paga chi spende e incassa, punisce chi spende e chiede in prestito.

Impatto: 🔴🔴 (2/5) — Alphabet brucia cassa, future Nasdaq-100 a −1,26% · in controtendenza: fornitori di chip ed energia favoriti

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🏢3. Software diviso: Oracle sale del 10,73% promettendo cassa nel 2029, ServiceNow perde il 15% dopo i conti

Cosa è successo

✅ Alla giornata degli investitori di Las Vegas, Oracle prevede un flusso di cassa libero di almeno 30 miliardi di dollari nell’esercizio 2029, che termina a maggio, con il ritorno in positivo nella seconda metà dell’esercizio 2028 (Yahoo Finance; Stocktwits). ✅ La società conferma l’obiettivo di almeno 225 miliardi di ricavi nell’esercizio 2030 e fissa a ulteriori 20 miliardi, metà in azioni e metà in debito lordo, la raccolta sul mercato fino a maggio 2030: sono esclusi i rifinanziamenti del debito esistente e i 20 miliardi di azioni già collocati nel primo trimestre dell’esercizio 2027 (Oracle). ✅ Nell’esercizio chiuso a maggio 2026 il flusso di cassa libero era negativo per 23,7 miliardi (Stocktwits).

✅ Il titolo chiude a 144,54 dollari (+10,73%) con 79,1 milioni di azioni scambiate, circa il 161% sopra la media dei tre mesi (Yahoo Finance): è il rialzo più forte da maggio, ma dall’inizio dell’anno il titolo resta in calo di circa il 26% (Stocktwits).

✅ ServiceNow chiude il terzo trimestre con ricavi per 4,106 miliardi, poco sopra i 4,09 attesi, e ricavi da abbonamenti per 3,988 miliardi (+21%); l’utile per azione rettificato è di 1,00 dollaro contro 1,02 atteso (AskTraders). ✅ Per il quarto trimestre la società prevede una crescita dei ricavi contrattati dei prossimi dodici mesi del 18,5% a cambi costanti, dopo il 21% del terzo, e il margine lordo rettificato sugli abbonamenti scende all’80% dall’83% di un anno prima (AskTraders). ✅ Per l’intero 2026 la società alza la previsione sui ricavi da abbonamenti a 15,78-15,79 miliardi (ServiceNow). ✅ Il titolo chiude a 150,13 dollari (−3,00%) e perde circa il 15% dopo la chiusura, a 127,08 (AskTraders).

Cosa dicono le fonti

“Vendor financing, customer-provided hardware and customer prepayments are expected to reduce upfront cash requirements.” — Oracle, comunicato della giornata degli investitori del 28 ottobre
“Our customers have validated our strategic relevance as the single harness for enterprise intelligence and security.” — Bill McDermott, amministratore delegato di ServiceNow (comunicato sui risultati)

Lettura FINBEAR: il mercato compra la data in cui finisce il rosso di cassa

Oracle ha bruciato quasi 24 miliardi di cassa nell’ultimo esercizio e mercoledì è salita dell’11%: non perché abbia smesso di bruciare cassa, ma perché ha detto quando smetterà. Il dettaglio decisivo è come pensa di arrivarci. Finanziamenti dei fornitori, apparecchiature messe dai clienti e pagamenti anticipati: la spesa resta, ma una parte del conto passa ad altri. È la stessa formula vista martedì con Broadcom e Anthropic, letta dall’altra parte del banco.

ServiceNow racconta la faccia opposta del software. I ricavi tengono, ma il margine sugli abbonamenti scende e la crescita contrattata rallenta: il mercato teme che l’intelligenza artificiale, invece di aggiungere clienti, comprima il prezzo di quelli che ci sono. Nella stessa sera Alphabet viene punita perché spende e ServiceNow perché guadagna meno su ogni abbonamento: chi vende infrastruttura viene pagato, chi vende licenze deve dimostrare di non esserne la vittima.

Cui prodest?

Agli azionisti di Oracle, che ricevono una data per il ritorno alla cassa positiva, e ai fornitori che finanziano una parte degli investimenti. Perde chi vende software in abbonamento, che deve dimostrare di non essere sostituito dagli stessi strumenti che rivende.

Per chi investe

Strumenti coinvolti:

  • Azioni: $ORCL, $NOW, $CRM, $SAP, $IBM
  • ETF: $IGV, $XLK
  • Futures/Commodity: future sul Nasdaq-100 (NQ)
  • Opzioni/Strutture: opzioni su $NOW per coprirsi dalla volatilità dopo i conti

Opportunità:

Una data di ritorno alla cassa positiva riduce il rischio percepito su chi costruisce data center

Rischi:

Obiettivi al 2029 e al 2030 ancora lontani; nel software in abbonamento margini in calo e crescita contrattata in rallentamento

Cosa evitare:

Leggere il rialzo di Oracle come una promozione di tutto il software: nella stessa sera ServiceNow ha perso il 15%

Bottom line:

Oracle vende la data della fine del rosso, ServiceNow paga il dubbio sul proprio listino.

Impatto: ⚪ — Rialzo di Oracle e crollo di ServiceNow si compensano sul comparto

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🧱4. Samsung chiude un trimestre record, ma la divisione chip delude: il titolo perde quasi il 5% e Seul chiude a −1,24%

Cosa è successo

✅ Samsung Electronics registra nel terzo trimestre un utile operativo di 107.440,5 miliardi di won (+783,1%), il quarto record trimestrale di fila, su ricavi per 195.253,2 miliardi (+126,9%) (Seoul Economic Daily). ✅ L’utile operativo supera dell’1,7% la media delle stime, ferma a 105.676,4 miliardi; la divisione chip registra 147.100 miliardi di ricavi e 106.500 miliardi di utile operativo (Seoul Economic Daily). ✅ La società annuncia un dividendo di 4.601 won per azione, circa 30.000 miliardi in totale (Seoul Economic Daily).

✅ Alle 10:56 di Seul il titolo è a 230.500 won (−4,75%), dopo un rialzo iniziale fino al 2,89% (Seoul Economic Daily). ✅ Il KOSPI chiude a 5.937,66 (−1,24%) (Yahoo Finance), dopo il +6,63% di mercoledì. ✅ Prima dell’apertura di Wall Street scendono Intel, AMD, Broadcom e Micron (Stocktwits via Yahoo Finance).

✅ Mercoledì i semiconduttori salgono dell’1,75% a 11.684,00 (StockCharts), con Micron a +5,86% e Nvidia a −1,17% (Yahoo Finance). ✅ Intel presenta i conti stasera dopo la chiusura (Intel). Il RADAR del 28 ottobre scriveva che la memoria era diventata la strozzatura dell’intelligenza artificiale: stamattina a Seul la strozzatura resta, ma il mercato ha venduto il produttore che ne ha guadagnato meno del previsto.

Cosa dicono le fonti

“Expectations for semiconductor earnings had become extremely high” — operatore del settore titoli, citato senza nome (Seoul Economic Daily)
“Profit in the chip division came in below expectations, which appears to have soured investor sentiment.” — operatore del settore titoli, citato senza nome (Seoul Economic Daily)

Lettura FINBEAR: quando le attese salgono più dei profitti

Samsung batte la media delle stime sull’utile complessivo, eppure perde quasi il 5%. Il mercato non ha guardato il record, ha guardato la riga dei chip, e soprattutto il confronto con SK hynix, che due giorni fa aveva mostrato un margine dell’80%. Dopo un rialzo del 6,63% del KOSPI in una seduta, qualunque risultato meno che perfetto diventa un’occasione per incassare.

Per Wall Street il segnale è doppio. I semiconduttori hanno guadagnato oltre il 5% in due sedute e restano sotto la propria media a cinquanta giorni: sono saliti sulle attese, e stamattina la prima delusione asiatica arriva insieme a un’Alphabet che conferma oltre 300 miliardi di investimenti nel 2027. È la stessa filiera che guadagna dalla spesa di Alphabet e perde sulla delusione di Samsung: stasera Intel dirà quale delle due prevale.

Cui prodest?

A SK hynix, che nel confronto fra i due produttori coreani resta il riferimento della memoria per l’intelligenza artificiale. Perde chi aveva comprato i chip coreani dopo il +6,63% di mercoledì.

Per chi investe

Strumenti coinvolti:

  • Azioni: $MU, $INTC, $AMD, $AVGO, $NVDA, $SNDK
  • ETF: $SMH, $SOXX, $EWY
  • Futures/Commodity: future sul Nasdaq-100 (NQ)
  • Valute: won contro dollaro
  • Opzioni/Strutture: opzioni su $SMH per coprirsi dalle oscillazioni

Opportunità:

L’utile complessivo di Samsung resta da record e la domanda di memoria non è in discussione

Rischi:

Attese molto alte su tutta la filiera; conti di Intel e Sandisk stasera

Cosa evitare:

Confondere la delusione sulle attese con un calo della domanda

Bottom line:

Samsung non ha deluso i clienti, ha deluso chi aveva già comprato il record.

Impatto: 🔴 (1/5) — Delusione sui chip di Samsung, prese di profitto sulla filiera

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🌐5. Il petrolio chiude in rialzo e stamattina scende sulla lettera di Vance all’Iran; Washington avvisa il Golfo di una possibile ripresa delle operazioni dopo il voto

Cosa è successo

✅ Mercoledì il Brent chiude a 115,32 dollari (+1,3%) e il WTI a 102,78 (+2,9%) (The National). ✅ Nella settimana al 23 ottobre le scorte di greggio statunitensi scendono di 1,9 milioni di barili, contro un aumento di 15.000 atteso; quelle di benzina salgono di 3,9 milioni, contro un calo atteso di 900.000 (EIA via HDFC Sky).

✅ Stamattina alle 4:48 italiane il Brent è a 114,10 dollari (The National); alle 8:53 il WTI è a 101,82 (−0,93%) (Yahoo Finance). 🔸 Secondo il Wall Street Journal, il vicepresidente JD Vance ha inviato una lettera a Mohsen Rezaei, del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano, per riaprire i negoziati; Trump ha detto di non averla ordinata e di averla autorizzata su richiesta di Vance (The National).

✅ I mediatori del Qatar hanno consegnato a Teheran una bozza di proposta; un funzionario iraniano l’ha respinta come un insieme di idee e non un’offerta formale (HDFC Sky). 🔸 Sempre secondo il Wall Street Journal, Washington ha avvisato diversi Paesi del Golfo di prepararsi a una possibile ripresa della campagna militare contro l’Iran dopo le elezioni del 3 novembre (The National). ✅ La coalizione guidata dall’Arabia Saudita dichiara di aver intercettato all’alba un missile balistico diretto verso la regione orientale del regno (HDFC Sky). Il RADAR del 28 ottobre descriveva il greggio come un pendolo fra trattative e missili: in ventiquattr’ore le due forze hanno agito insieme, e il prezzo si è fermato sopra i 114 dollari.

Cosa dicono le fonti

“No, what that is … they need help with medical supplies and various things.” — Donald Trump, sulla lettera di Vance (The National)
“Global inventories have fallen sharply, with pledged strategic oil reserves releases largely completed.” — Giovanni Staunovo, UBS (The National)

Lettura FINBEAR: la diplomazia abbassa il prezzo, il calendario lo rialza

La lettera di Vance toglie un dollaro al Brent, la frenata di Trump ricorda che non è un accordo, e l’avviso al Golfo fissa una data: dopo il voto di martedì. È questo il dato che il mercato ha davanti. Il Brent non scende sotto i 110 dollari, e il premio per il rischio resta, perché nessuno sa se la prossima settimana porterà un accordo o una ripresa delle operazioni, e le scorte in calo tolgono il cuscinetto che a primavera aveva retto.

Il dato sulla benzina complica il quadro della Fed. Più scorte di benzina mentre il greggio scende nei serbatoi vogliono dire raffinerie che lavorano e domanda che rallenta, ma al distributore il prezzo resta alto. Con il PCE di settembre in uscita oggi e la Fed che ammette un’inflazione elevata, il petrolio sopra i 100 dollari resta la variabile che può trasformare dicembre da probabile a certo.

Cui prodest?

Ai produttori di greggio fuori dal Golfo, che vendono a prezzi di guerra senza esporre i propri impianti. Perde chi consuma energia, a partire dalle compagnie aeree e dal consumatore americano alla vigilia del voto.

Per chi investe

Strumenti coinvolti:

  • Azioni: $XOM, $CVX, $COP, $OXY
  • ETF: $XLE, $XOP, $USO, $BNO, $JETS
  • Futures/Commodity: future su Brent (BZ), WTI (CL) e benzina (RB)
  • Opzioni/Strutture: opzioni su $USO per coprirsi dalle oscillazioni

Opportunità:

Un negoziato che riparta davvero toglierebbe una parte del premio per il rischio, a vantaggio dei settori che consumano energia

Rischi:

Una ripresa delle operazioni dopo il 3 novembre riporterebbe il Brent verso i massimi; scorte di greggio in calo

Cosa evitare:

Leggere la lettera di Vance come un accordo: Teheran ha respinto la bozza e Trump ha ridimensionato l’iniziativa

Bottom line:

Il greggio non sconta un accordo né una guerra: sconta una data, martedì prossimo.

Impatto: 🔴🔴 (2/5) — Greggio sopra i 100 dollari, rischio di nuove operazioni dopo il voto · in controtendenza: produttori di greggio favoriti

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🥇6. Il decennale torna al 5,05%, l’oro chiude sulla soglia del Pretore e l’argento perde l’1,54%

Cosa è successo

✅ Mercoledì il rendimento del decennale sale di sei punti base al 5,05% e quello a trent’anni al 5,37%, mentre il due anni scende di tre punti base al 4,67% (Tesoro USA). ✅ L’ETF sui Treasury a lunga scadenza perde lo 0,78% (Yahoo Finance). ✅ L’indice del dollaro chiude a 102,19 (−0,13%) e stamattina l’euro è a 1,1144 dollari (StockCharts; Yahoo Finance).

✅ L’oro chiude a 4.051,60 dollari (−0,56%) sul contratto di dicembre e stamattina è a 4.039,40 (−0,30%) (StockCharts; Yahoo Finance); nei giorni scorsi è rimasto vicino ai minimi da tre mesi (InvestorsHub via Yahoo Finance). ✅ L’argento chiude a 53,46 (−1,54%) (StockCharts).

✅ La firma del Pretore sull’oro resta in long attiva con l’invalidazione su chiusura a 4.047,13, lo 0,11% sotto la chiusura; quella sull’argento resta in short attiva (Pretore dei Mercati™). Il RADAR del 28 ottobre indicava per l’oro una soglia a 4.051,74: la chiusura è finita 14 centesimi più in basso, ma la firma regge perché il Pretore ha spostato la propria soglia.

Cosa dicono le fonti

“But inflation remains elevated.” — Kevin Warsh, presidente della Fed, conferenza stampa (Yahoo Finance)

Per l’andamento dei metalli non sono disponibili dichiarazioni dirette attribuibili a fonti primarie.

Lettura FINBEAR: il costo opportunità ha un nome, e si chiama 5%

Con il decennale al 5,05% e la liquidità remunerata oltre il 4%, tenere l’oro costa caro: è un bene che non paga cedole in un mercato che ne paga di alte. Per questo l’oro non reagisce né alla guerra né al petrolio sopra i 100 dollari, e scivola verso i minimi da tre mesi. La Fed ha tolto all’oro l’argomento più semplice, quello di un denaro che torna a costare meno.

Il dettaglio della curva spiega dove si concentra la pressione. A salire sono i rendimenti lunghi, non quelli brevi: il mercato non teme una Fed che alza domani, chiede un premio per tenere titoli a lunga scadenza con un’inflazione al 3,7%. È il tipo di rialzo dei rendimenti che pesa sulle valutazioni dei titoli tecnologici, quelli che incassano più lontano nel tempo, proprio nel giorno in cui Alphabet conferma oltre 300 miliardi di investimenti.

Cui prodest?

A chi tiene liquidità remunerata e titoli a breve scadenza: pagano interessi e, nel caso dei titoli, oscillano in genere meno delle scadenze lunghe. Perde chi ha cercato rifugio nei metalli preziosi e nei titoli a lunga scadenza.

Per chi investe

Strumenti coinvolti:

  • ETF: $GLD, $SLV, $GDX, $TLT, $IEF
  • Futures/Commodity: future su oro (GC), argento (SI) e decennale (ZN)
  • Valute: euro contro dollaro
  • Opzioni/Strutture: opzioni su $GLD per coprirsi dalla rottura della soglia

Opportunità:

Con il decennale tornato sopra il 5%, i titoli a lunga scadenza offrono di nuovo un rendimento oltre quella soglia

Rischi:

Una chiusura dell’oro sotto 4.047,13 farebbe decadere la firma long; un PCE alto spingerebbe ancora i rendimenti lunghi

Cosa evitare:

Comprare l’oro come difesa da una Fed restrittiva: con i rendimenti in salita è proprio il metallo a pagare

Bottom line:

Finché il decennale rende il 5%, l’oro deve spiegare perché valga la pena tenerlo.

Impatto: 🔴 (1/5) — Rendimenti lunghi sopra il 5% pesano sulle valutazioni · in controtendenza: liquidità a breve scadenza favorita

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📰 In breve

  • Bitcoin gira in long, ma stamattina scende. Sulla chiusura di mercoledì del Pretore, 81.267,59 dollari, bitcoin supera la soglia di 80.970,35 indicata dal RADAR del 28 ottobre e la firma passa da short a long; stamattina alle 8:52 è a 79.747,52 (−1,51%), sotto la nuova soglia di invalidazione a 81.172,62, che però conta solo in chiusura (Pretore dei Mercati™, Yahoo Finance). Venerdì scadono opzioni su bitcoin per un valore fra 11 e 12,2 miliardi di dollari, a seconda della fonte (Cryptonews via Yahoo Finance; CryptoTicker).
  • Coinbase, scadenza europea. Acquisti, vendite e conversioni delle 14 cripto-attività soggette a restrizioni in base al regolamento europeo MiCA sono già bloccati per i clienti retail di Coinbase nello Spazio economico europeo: entro il 30 ottobre possono solo trasferirle su un portafoglio esterno supportato, poi Coinbase converte i saldi residui in USDC o in un’altra attività supportata (CryptoSlate).
  • SpaceX −2,25%. Il titolo chiude a 145,23 dollari, fra i più scambiati della seduta (Yahoo Finance); nei conti di Alphabet le perdite sulle partecipazioni comprendono quella in SpaceX (The Motley Fool).

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📊 Tabella Sentiment Aggregata

Cluster Notizia Sentiment Score
💰 Central Banks La Fed ferma i tassi, due voti per alzarli Negativo / stretta rinviata, non cancellata -8
🧠 AI & Tech Microsoft premiata, Alphabet punita Negativo / spesa a debito punita -10
🧾 Corporate Oracle +10,73%, ServiceNow −15% Neutro / software diviso 0
🧱 AI Infrastructure Samsung da record, chip deludono Negativo / prese di profitto -5
🔋 Energy Petrolio fra lettera di Vance e voto Negativo / premio per il rischio -8
🥇 Precious Metals / Commodities Decennale al 5,05%, oro sulla soglia Negativo / costo opportunità -5
Score netto -36

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🎭 Paura e Delirio a Wall Street™

⚪ Neutro — Indice: 16

Gauge Paura e Delirio a Wall Street — FINBEAR Sentiment Index

Confronto registro: l’ultimo valore a registro è +17 (⚪ NEUTRO, PAURA IN COMPRESSIONE) del 28 ottobre. Da allora l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,28% e il VIX è sceso a 16,91, ma il decennale è risalito al 5,05% e stamattina i future sul Nasdaq-100 perdono l’1,26% dopo i conti di Alphabet.

Lettura. Il listino chiude in rialzo per la terza volta di fila e la volatilità scende ancora: in superficie, un mercato che ha digerito la Fed. Sotto, la paura ha cambiato oggetto. Non riguarda più quanto costerà il denaro a dicembre, che i prezzi già scontano, ma chi può permettersi di pagarlo: Alphabet, che brucia cassa e si indebita, è il primo nome su cui il mercato ha fatto il conto. È una paura selettiva, che colpisce un titolo per volta e lascia l’indice quasi fermo.

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🔗 Sintesi Trasversale

Il filo della giornata è la differenza fra spendere e bruciare. Microsoft investe 45 miliardi in un trimestre e trattiene 18,6 miliardi di cassa: il mercato la premia. Alphabet ne investe 51,4, chiude con la cassa in rosso di 9,1 e con un debito a lungo termine quasi sestuplicato: il mercato la punisce, anche se il suo cloud cresce più del doppio. Oracle brucia ancora cassa ma dice quando smetterà, e sale dell’11%. ServiceNow non brucia nulla, ma vende licenze che l’intelligenza artificiale potrebbe rendere meno care, e perde il 15%.

Sullo sfondo, la Fed alza il prezzo di questa scelta. Dieci voti per aspettare e due per alzare subito lasciano aperto il rischio che il denaro resti caro ancora a lungo, e il decennale al 5,05% rende più caro ogni dollaro preso in prestito per costruire data center. Il petrolio sopra i 100 dollari e l’avviso di Washington al Golfo tengono acceso il rischio d’inflazione che la Fed stessa ammette. Samsung mostra il rovescio della festa dei chip: quando le attese corrono più dei profitti, anche un record diventa una delusione.

Il Pretore conferma la firma long degli indici e l’S&P 500 chiude sopra la propria Consensus, ma il Nasdaq-100 entra nella seduta a cinque centesimi di punto percentuale dalla propria invalidazione, con i future in calo dell’1,26%. Il Compass non registra ancora un cambio di regime: lo slancio delle ultime sedute smentisce un regime operativo che resta laterale.

Il RADAR del 23 ottobre chiedeva, per invalidare la sua tesi di correzione della tecnologia, l’S&P 500 sopra 7.799,45 e i semiconduttori sopra 10.979,42 entro la chiusura di mercoledì: i semiconduttori ci sono arrivati, l’S&P 500 no, e la tesi è scaduta senza essere invalidata né confermata. La tesi del RADAR del 27 ottobre scade stasera e quella del 28 ottobre venerdì: con l’S&P 500 a 7.743,98 nessuna delle due soglie, 7.616,58 e 7.799,45, è scattata. Le condizioni della tesi difensiva del Week Ahead del 26 ottobre continuano a non reggere: l’S&P 500 è sopra 7.680,63, il Nasdaq-100 sopra 29.190,35, il VIX sotto 18,19.

Cui prodest? A chi incassa più di quanto spende, e a chi presta a breve scadenza a chi spende troppo. Pagano gli azionisti delle società che finanziano l’intelligenza artificiale a debito, e chi vende software che la stessa intelligenza artificiale rischia di rendere meno indispensabile.

📌 Invalidazione della tesi — La tesi dominante di questo RADAR è: il mercato non premia più la spesa per l’intelligenza artificiale in sé, premia chi la paga con la cassa e punisce chi la finanzia a debito, mentre una Fed divisa tiene alto il costo del denaro.

  • Vale perché: Microsoft sale del 4% con investimenti sotto le attese e cassa positiva, Alphabet perde oltre il 9% con la cassa negativa per 9,1 miliardi, Oracle sale dell’11% sulla promessa di cassa; due membri della Fed votano per un rialzo e il decennale torna al 5,05%.
  • Si inficia se: il Nasdaq-100 chiude sopra 30.262,25, la resistenza più vicina indicata dal Pretore, e insieme Amazon presenta stasera investimenti in aumento senza essere punito; oppure se il Nasdaq-100 chiude sotto 29.797,29, il livello che invalida la firma long, e insieme l’S&P 500 chiude sotto la propria Consensus a 7.706,95: allora la selezione diventa una vendita generalizzata.
  • Entro: la chiusura di lunedì 2 novembre, dopo il PCE, i conti di Amazon e Intel e la prima seduta di novembre.
  • In quel caso: sopra 30.262,25, insieme alla reazione favorevole ad Amazon, la lettura FINBEAR passa a un mercato che torna a premiare la spesa; sotto 29.797,29, insieme a una chiusura dell’S&P 500 sotto 7.706,95, passa a una vendita più generale confermata dal prezzo.

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🚨 Alert Strategici

S&P 500:

long attiva sulla chiusura di 7.743,98; invalidazione su chiusura a 7.616,58 (−1,65%); la Consensus a 7.706,95 è sotto il prezzo.

Nasdaq-100:

long attiva sulla chiusura di 29.813,16; invalidazione su chiusura a 29.797,29 (−0,05%), con i future a −1,26% stamattina.

Nasdaq Composite:

long attiva; invalidazione su chiusura a 26.312,40 (−0,89%).

Semiconduttori:

long attiva sulla chiusura di 11.684,00; invalidazione su chiusura a 11.207,91 (−4,07%).

Dow Jones:

long attiva sulla chiusura di 52.475,10; invalidazione su chiusura a 51.584,55 (−1,70%).

Comparto finanziario (XLF):

long attiva sulla chiusura di 56,13; invalidazione su chiusura a 56,035 (−0,17%).

Oro:

long attiva sulla chiusura di 4.051,60; invalidazione su chiusura a 4.047,13 (−0,11%), già superata al ribasso stamattina.

WTI:

long attiva sulla chiusura di 102,78; invalidazione su chiusura a 102,635 (−0,14%), già superata al ribasso stamattina.

Brent:

long attiva sulla chiusura di 115,32; invalidazione su chiusura a 112,18 (−2,73%).

Bitcoin:

long attiva sulla chiusura del motore di 81.267,59; invalidazione su chiusura a 81.172,62 (−0,12%), già superata al ribasso stamattina.

Oggi:

alle 13:30 italiane PIL del terzo trimestre e reddito e spesa personali di settembre, con l’inflazione PCE; alle 22:00 italiane la conferenza sui conti di Amazon; dopo la chiusura i conti di Intel.

Catalyst:

martedì 3 novembre le elezioni di medio termine; mercoledì 9 dicembre la prossima decisione della Fed.

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📜 Disclaimer FINBEAR™

Questo RADAR non è una consulenza, né una raccomandazione: è un’analisi indipendente, rivolta a un pubblico indeterminato. Chi ci vede un ordine d’acquisto si accomodi da un consulente autorizzato, o dal proprio psicanalista. E ricordi Alphabet: ricavi in crescita del 25%, un cloud raddoppiato e un −9% in una sera. Avere ragione sui ricavi non basta, bisogna che i soldi restino in cassa; noi, di cassa, non ne gestiamo nessuna, nemmeno la vostra.

🎭 Massima Fantiborsa™
Il cloud di Alphabet raddoppia e la cassa va in rosso di nove miliardi: è il ristorante col tutto esaurito che non paga l’affitto perché si è comprato l’intero isolato.
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