Le origini dei contratti futures 

Le radici dei futures affondano nella Chicago del XIX secolo, dove agricoltori e commercianti iniziarono a stipulare contratti a termine sulle derrate alimentari per tutelarsi dalle oscillazioni dei prezzi e dalle incertezze del raccolto [1]. Nel 1848, con la nascita del Chicago Board of Trade (CBOT), queste prime forme di accordi forward standardizzati si evolsero nei moderni contratti futures negoziati in borsa [2].

Il successo dei futures agricoli di Chicago si diffuse presto ad altre piazze e ad altre commodity. Nei decenni successivi nacquero nuove borse specializzate, come il Chicago Mercantile Exchange (CME) per i prodotti caseari e la New York Cotton Exchange per il cotone [1]. Parallelamente, si svilupparono anche i primi futures finanziari, a partire dai contratti sui titoli di Stato USA al CBOT nel 1920 [3].

L’evoluzione dei futures nel XX secolo

Il vero boom dei financial futures arrivò però negli anni ’70 del Novecento, sulla scia dell’abbandono del gold standard e delle crescenti instabilità valutarie. Nel 1972 il CME lanciò il primo futures su valute, seguito a ruota da contratti analoghi al CBOT e alla New York Mercantile Exchange (NYMEX) [1]. Nel 1975 fu la volta del primo futures su Treasury Bills al CBOT [3].

Gli anni ’80 videro l’esplosione dei futures su indici azionari, a partire dal contratto sul Value Line Index al Kansas City Board of Trade nel 1982, seguito dal celebre futures sull’S&P 500 al CME nel 1984 [4]. Nello stesso periodo si affermarono anche i futures su obbligazioni, sull’Eurodollaro e sui Fed Funds, che resero i mercati del reddito fisso molto più efficienti e liquidi [3].

Negli anni ’90 e 2000 la gamma di sottostanti si ampliò ulteriormente, spaziando dalle commodity energetiche ai metalli, dagli immobili ai futures climatici [1]. Le borse futures adottarono sistemi di negoziazione elettronici sempre più avanzati, che rimpiazzarono il trading “open outcry” dei pit (Nota 2) [4]. Nacquero anche piattaforme completamente elettroniche come l’Intercontinental Exchange (ICE) [2].

I futures oggi: asset sottostanti e volumi di negoziazione 

Oggi i futures sono uno degli strumenti più scambiati sui mercati finanziari globali, con un controvalore giornaliero di trilioni di dollari. Esistono futures su una vastissima gamma di sottostanti, in grado di soddisfare ogni esigenza di investimento e copertura. Ecco una panoramica dei principali [2]:

– Commodity agricole: grano, mais, soia, caffè, zucchero, cacao, cotone, legname 

– Metalli preziosi e industriali: oro, argento, platino, palladio, rame, alluminio

– Energetici: petrolio WTI e Brent, benzina, gasolio, gas naturale, elettricità

– Valute: USD, EUR, JPY, GBP, CHF, AUD, CAD e tutti i principali cross valutari

– Tassi di interesse: Treasury Bills, Eurodollari, Fed Funds, Bund tedeschi, BTP italiani 

– Azioni e indici azionari: S&P 500, Nasdaq 100, Dow Jones, FTSE, DAX, EuroStoxx 50

– Criptovalute: Bitcoin, Ether, Litecoin, Bitcoin Cash, Ripple

A maggio 2021, il maggior mercato futures al mondo per volumi era il CME Group (nato dalla fusione di CME e CBOT), con 4,5 miliardi di contratti scambiati, seguito da NSE India con 3,8 miliardi, B3 Brasile con 2,8 miliardi e ICE con 2 miliardi [6]. I futures più scambiati in assoluto risultavano l’E-mini S&P 500 e il WTI crude oil al CME, l’Eurodollaro all’ICE e i futures su tassi di interesse a breve termine in Brasile [6].

Oltre ai futures veri e propri, un ruolo di primo piano è giocato anche dalle opzioni su futures, strumenti che conferiscono il diritto di acquistare (opzione call) o vendere (put) un certo futures a un prezzo di esercizio predefinito [5]. Le opzioni su futures consentono strategie di trading ancora più sofisticate e flessibili, combinando l’effetto leva dei futures con l’asimmetria di rischio delle opzioni [5].

Principali borse e broker per l’operatività in futures 

I futures sono negoziati su borse specializzate in tutto il mondo. Oltre ai colossi statunitensi come CME Group e ICE, vanno menzionate l’europea Eurex (joint venture tra Deutsche Borse e SIX Swiss Exchange), la Japan Exchange Group, la Singapore Exchange, la Hong Kong Exchanges and Clearing [1].

Le borse regolamentano i contratti, ne standardizzano le specifiche, fungono da controparte centrale e determinano i margini richiesti per operare [3]. Per accedere direttamente alle borse futures occorre la membership, un processo complesso e costoso alla portata solo di istituzioni finanziarie e grandi trader professionali [4].

I piccoli investitori operano sui futures attraverso broker specializzati che offrono accesso elettronico alle principali borse mondiali. Tra i più noti ci sono Interactive Brokers, TradeStation, TD Ameritrade, E-Trade, AvaTrade, Plus500 [5]. Nella scelta del broker, oltre ai costi di commissione e di financing, occorre considerare la solidità patrimoniale, la qualità di esecuzione, le piattaforme di trading e gli strumenti di formazione offerti [5].

Il ruolo fondamentale dei futures nei mercati moderni

I futures svolgono oggi un ruolo insostituibile nei mercati finanziari per almeno tre motivi fondamentali:

1. Consentono il trasferimento del rischio dagli operatori commerciali agli speculatori in modo efficiente [1].

2. Migliorano il processo di scoperta dei prezzi, aggregando in tempo reale le aspettative di migliaia di operatori [2]. 

3. Aumentano la liquidità dei mercati sottostanti, favorendo l’efficienza allocativa delle risorse [3].

La gestione del rischio attraverso i futures è pratica comune tra aziende di ogni settore, dalle compagnie aeree che coprono il prezzo del carburante ai produttori di gioielli che si tutelano dai rialzi dell’oro [4]. Anche le banche centrali fanno ampio ricorso ai futures sui titoli di Stato per le operazioni di politica monetaria [3].

Negli Stati Uniti, la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) classifica gli operatori in futures in due categorie: i commercial, che usano i futures per hedging, e i non-commercial, che li usano per speculazione [4]. Dai dati settimanali sui flussi emerge come spesso i commercial siano in posizione netta corta, a fronte di speculatori netti lunghi [6]. Questo evidenzia plasticamente il grande contributo degli speculatori all’efficiente funzionamento dei mercati a termine. 

Senza i futures, la copertura dei rischi da parte degli operatori commerciali sarebbe molto più difficile e costosa, richiedendo di trovare una controparte con esigenze simmetriche. Il prezzo delle materie prime e delle attività finanziarie sarebbe più volatile, a scapito degli utilizzatori e dell’economia nel suo insieme [1].

Conclusioni

La storia dei futures mostra come la finanza sappia innovare per venire incontro alle esigenze di un mondo in trasformazione. Nati per tutelare gli agricoltori dell’Illinois, i futures si sono evoluti in una gamma di prodotti e sottostanti in grado di soddisfare le esigenze di copertura e investimento di ogni tipologia di operatore.

Oggi i futures sono il cuore pulsante della finanza moderna, e comprenderne il funzionamento è imprescindibile per chiunque voglia operare con successo sui mercati. La conoscenza della relazione tra prezzi spot e forward, trattata in dettaglio in un nostro precedente articolo “Futures: Comprendere la Differenza tra Prezzi Spot e Forward“, è il punto di partenza di questo percorso di apprendimento. 

Per un quadro completo sul mondo dei futures, con approfondimenti su strategie, analisi di mercato, casi di studio e segreti del mestiere, vi invito a leggere il nostro libro “Guida Completa al Trading di Futures“, di prossima uscita. Un manuale operativo ricchissimo di spunti, che condensa anni di esperienza sui mercati e vi guiderà a comprendere e sfruttare al meglio le grandi opportunità dei futures. Continuate a seguirci per rimanere sempre aggiornati!

Nota 1. “Scoperta dei prezzi” (price discovery) è il processo attraverso cui le forze di domanda e offerta interagiscono per determinare il prezzo di mercato di un bene o di un’attività finanziaria. I mercati futures svolgono un ruolo fondamentale nella scoperta dei prezzi perché aggregano in tempo reale le aspettative di una moltitudine di operatori riguardo ai valori futuri di un sottostante. Spesso i prezzi dei futures influenzano i prezzi spot (e non solo viceversa), proprio in virtù della maggior efficienza informativa dei mercati a termine. Ad esempio, se i futures sul petrolio salgono molto, spesso poco dopo si osserva un aumento anche delle quotazioni del greggio sul mercato fisico.

Nota 2. “Trading open outcry” si riferisce al metodo tradizionale di negoziazione nelle borse futures, in cui i trader si riunivano fisicamente in una “fossa” (pit) e comunicavano gli ordini a voce e con gestualità codificate. In pratica, i broker stavano all’interno del pit, ricevevano gli ordini dai clienti via telefono e cercavano una controparte gridando il prezzo a cui erano disposti a comprare o vendere. Quando due broker si accordavano su un prezzo, concludevano la transazione con un caratteristico gesto della mano e compilavano un apposito foglio d’ordine. Questo metodo, immortalato in tanti film di borsa, è stato progressivamente sostituito dal trading elettronico negli ultimi 20 anni. Oggi quasi tutti i contratti futures sono negoziati via computer, ma in alcune borse (ad esempio al CME per i futures sulle commodity agricole) sussistono ancora piccole fosse per il trading open outcry, affiancate alle piattaforme elettroniche.

Bibliografia

[1] Hull, J.C. (2018). Options, Futures, and Other Derivatives. Pearson Education.

Un testo di riferimento sugli strumenti derivati, con ampi approfondimenti sulla storia e l’evoluzione dei futures.

[2] Chance, D.M., Brooks, R. (2019). An Introduction to Derivatives and Risk Management. Cengage Learning.

Un manuale introduttivo sui derivati, con una disamina accurata dei futures e del loro utilizzo nella gestione del rischio.

[3] CME Group (2020). Understanding Futures Markets. https://www.cmegroup.com/education/files/understanding-futures-markets.pdf

Una guida sintetica ma esaustiva sui futures a cura del CME Group, con focus sul ruolo dei futures nei mercati del reddito fisso.

[4] Kleinman, G. (2005). Trading Commodities and Financial Futures: A Step-by-Step Guide to Mastering the Markets. FT Press.

Un libro molto concreto sul trading di commodity e financial futures, con preziosi consigli per l’operatività.

[5] Baird, S. (2018). Options on Futures: A Hands-On Workbook of Real-World Trading Simulations. Wiley.

Un testo pratico con esercizi e simulazioni per padroneggiare le strategie di trading con opzioni su futures.

[6] Acworth, W. (2021). Global Futures and Options Trading Reaches Record Level in 2020. Futures Industry Association. https://www.fia.org/resources/global-futures-and-options-trading-reaches-record-level-2020

Report annuale della FIA con dati e statistiche aggiornate sui volumi di trading dei principali mercati futures mondiali.